Traumi Genitali
Traumi genitali maschili: frattura del pene, lesioni scrotali e testicolari
I traumi genitali maschili comprendono un insieme di lesioni del pene e dello scroto che vanno dalle contusioni lievi alle vere emergenze chirurgiche, come la frattura del pene o lo “scoppio” del testicolo. Alcuni si trattano con la sola osservazione; altri richiedono un intervento chirurgico immediato. La distinzione fondamentale è tra traumi chiusi (senza ferita esterna) e aperti (con lacerazione della cute), e la diagnostica per immagini — soprattutto l'ecografia — ha un ruolo centrale.
Traumi del pene
I traumi del pene si distinguono in chiusi o aperti, a seconda che si verifichi o meno la rottura della tunica albuginea, l'involucro dei corpi cavernosi.
Traumi chiusi e frattura del pene
Nei traumi chiusi si possono formare voluminosi ematomi, che si diffondono lungo i piani fasciali con iperpigmentazione della cute che può estendersi al perineo e all'addome. La diagnosi si basa, oltre che sull'esame obiettivo, su indagini strumentali: ecografia, cavernosografia, uretrografia retrograda o risonanza magnetica in previsione di un intervento.
Nella maggior parte dei traumi chiusi l'atteggiamento in fase acuta è astensionistico (osservazione). Fa eccezione la frattura del pene: la rottura della tunica albuginea durante l'erezione è un'urgenza chirurgica e va valutata immediatamente in pronto soccorso.
Traumi aperti del pene
Più rari, vanno dalla semplice lacerazione cutanea fino allo scuoiamento (degloving) o all'amputazione del pene. In tutte queste situazioni si impone una terapia chirurgica riparativa o ricostruttiva.
Una conseguenza a distanza: la malattia di La Peyronie
Anche lesioni traumatiche o microtraumatiche del pene che inizialmente non allarmano possono dare origine, anche a notevole distanza di tempo, alla malattia di La Peyronie (Induratio Penis Plastica): una fibrosi localizzata della tunica albuginea, con o senza calcificazioni, che altera l'elasticità dell'involucro e in erezione si manifesta come curvatura anomala del pene. Oltre alla visita è indispensabile l'ecografia dinamica; la terapia può essere medica, fisioterapica o chirurgica.
Un'altra conseguenza: il deficit erettile post-traumatico
I traumi delle fibre nervose del perineo o del tessuto cavernoso possono portare a disfunzione erettile, cioè l'incapacità di ottenere e mantenere un'erezione sufficiente a un rapporto soddisfacente.
Priapismo post-traumatico
I traumi contusivi del perineo possono provocare fistole artero-cavernose che si manifestano con episodi di priapismo (erezione persistente e patologica). È una condizione che non va sottovalutata: il priapismo non trattato può portare alla necrosi del tessuto erettile, seguita da fibrosi delle strutture del corpo cavernoso e perdita della funzione erettile.
È fondamentale distinguere le due forme, perché il trattamento è opposto:
- Priapismo a basso flusso (ischemico): è quello pericoloso. Il trattamento è chirurgico, con la creazione di shunt di vario tipo
- Priapismo ad alto flusso (tipicamente post-traumatico, da fistola): la terapia può essere meccanica (ghiaccio, bendaggio compressivo), farmacologica (alfa-agonisti), radiologica (embolizzazione selettiva o superselettiva) o chirurgica (chiusura della fistola o dell'arteria cavernosa)
Per la diagnosi differenziale sono utili l'emogasanalisi del sangue dei corpi cavernosi, la flussimetria e l'eco-color-doppler, e l'arteriografia selettiva della pudenda interna.
Traumi dello scroto e del testicolo
Traumi chiusi dello scroto
Possono limitarsi alla superficie cutanea (contusioni ed ematomi superficiali), ma possono anche coinvolgere il testicolo, con lacerazione dell'albuginea e fuoriuscita della polpa testicolare, fino al vero e proprio “scoppio” del testicolo (rottura testicolare). Più spesso si tratta di una contusione del parenchima con formazione di un ematoma intratesticolare. L'ecografia è l'esame chiave. La terapia va dal solo monitoraggio alla chirurgia, con evacuazione dell'ematoma e riparazione dell'albuginea.
Traumi aperti dello scroto
Caratterizzati da una lacerazione della parete scrotale che mette allo scoperto le strutture interne, fino alla lacerazione del funicolo spermatico o all'amputazione del testicolo. L'ecografia può essere utile, ma la terapia chirurgica riparativa è sempre necessaria.
Torsione del testicolo dopo sforzo
Nei soggetti predisposti — privi delle strutture che fissano il testicolo — dopo uno sforzo fisico può verificarsi una torsione del funicolo spermatico: il testicolo ruota sul proprio asse, si blocca il deflusso venoso e insorgono edema, emorragia intratesticolare e dolore acuto e improvviso, anche in pieno benessere. Il testicolo appare risalito verso l'inguine e l'emiscroto aumentato di volume; il dolore peggiora camminando. Si può tentare la detorsione manuale, ma se non riesce è necessaria l'esplorazione chirurgica dello scroto, obbligatoria se la diagnosi è dubbia. L'intervento va eseguito entro le prime ore per evitare danni permanenti al testicolo.
Domande frequenti sui traumi genitali
La frattura del pene è un'emergenza?
Sì. La frattura del pene è la rottura della tunica albuginea durante l'erezione ed è un'urgenza chirurgica: va valutata immediatamente in pronto soccorso. A differenza di molti altri traumi chiusi del pene, che in fase acuta si gestiscono con la sola osservazione, la frattura richiede una riparazione chirurgica.
Un trauma al pene può causare problemi a distanza di tempo?
Sì. Anche microtraumi che inizialmente sembrano irrilevanti possono dare origine, anche molto tempo dopo, alla malattia di La Peyronie, con curvatura del pene in erezione. Traumi delle fibre nervose del perineo possono inoltre causare disfunzione erettile. Per questo è sempre opportuna una valutazione andrologica dopo un trauma significativo.
Cos'è il priapismo e perché è pericoloso?
Il priapismo è un'erezione persistente e patologica, che può seguire un trauma del perineo. È pericoloso perché, se non trattato, può portare alla necrosi del tessuto erettile e alla perdita permanente della funzione erettile. Esistono due forme, a basso e ad alto flusso, con trattamenti diversi: per questo la diagnosi differenziale è essenziale e va fatta rapidamente.
Cosa succede se un testicolo si “rompe” dopo un colpo?
Un trauma chiuso violento può lacerare l'albuginea del testicolo (rottura o “scoppio” testicolare), con fuoriuscita della polpa. La diagnosi si fa con l'ecografia e, nei casi conclamati, il trattamento è chirurgico: evacuazione dell'ematoma e riparazione dell'albuginea. Di fronte a un trauma testicolare importante con dolore e gonfiore, la valutazione urgente è sempre indicata.
Dopo un trauma ai genitali quando bisogna preoccuparsi?
Vanno considerati segnali d'allarme il dolore intenso e persistente, un gonfiore importante o in rapido aumento, un ematoma esteso, la comparsa di sangue nelle urine o l'impossibilità di urinare, e un'erezione che non recede. In presenza di questi segni la cosa giusta è recarsi in pronto soccorso, perché alcune di queste lesioni sono tempo-dipendenti.
Dopo un trauma importante ai genitali, con dolore intenso, gonfiore o sangue nelle urine, vai in pronto soccorso. Per una valutazione andrologica puoi chiedere un consulto al Prof. Natali oppure prenotare una visita presso gli studi di Firenze ed Empoli.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica, che rappresenta il solo strumento diagnostico per un corretto ed efficace trattamento terapeutico.
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