Disturbi dell'Erezione

Disfunzione erettile: cause, diagnosi e terapie

La disfunzione erettile (DE) è l'incapacità persistente di ottenere e mantenere un'erezione sufficiente a un'attività sessuale soddisfacente per entrambi i partner. Colpisce circa il 12,5% degli uomini italiani tra i 40 e i 70 anni, ma la prevalenza reale è verosimilmente doppia, perché un numero equivalente di uomini non si rivolge al medico. Nella maggior parte dei casi ha una causa organica identificabile ed è trattabile.

La DE è a tutti gli effetti una malattia, non un semplice disagio: come ogni malattia richiede una diagnosi accurata, finalizzata a capire quale meccanismo è alterato, prima di qualunque terapia.

Cause: organiche, psicologiche o miste

Negli anni Sessanta si riteneva che il 90% dei disturbi erettivi avesse origine psicologica e solo il 10% causa organica. Oggi le percentuali sono quasi invertite: almeno il 70–80% delle disfunzioni erettili riconosce una causa organica. Il ribaltamento è dovuto sia a una migliore diagnostica, sia alla maggiore incidenza dei fattori di rischio cardiovascolari e metabolici.

Nella pratica clinica la distinzione netta è rara: una componente psicologica — primitiva o secondaria — si associa quasi sempre a un problema fisico. Lo stress e l'ansia da prestazione possono innescare o accentuare in modo rilevante una disfunzione già presente su base organica.

Principali fattori di rischio organici

  • Diabete
  • Ipertensione arteriosa
  • Arteriosclerosi e cardiopatie
  • Fumo di sigaretta, riconosciuto fattore di rischio anche nei giovani
  • Sedentarietà, sovrappeso e obesità
  • Ipogonadismo e altri squilibri ormonali
  • Farmaci di uso comune e cronico: antipertensivi, ansiolitici, antidepressivi, spesso assunti senza adeguato controllo medico, possono avere la DE come effetto collaterale
  • Sostanze d'abuso e consumo eccessivo di alcol

La disfunzione erettile come spia cardiovascolare

La disfunzione erettile può essere il primo segnale visibile di una malattia cardiovascolare non ancora diagnosticata. Le arterie del pene hanno un calibro inferiore a quelle coronariche: un danno endoteliale diffuso si manifesta quindi prima a livello erettivo che cardiaco. Per questo la valutazione di un uomo con DE dovrebbe comprendere anche un inquadramento metabolico e, quando indicato, cardiologico. Ignorare il sintomo significa perdere una finestra diagnostica.

Diagnosi: come si studia una disfunzione erettile

La svolta diagnostica è arrivata con la scoperta che alcuni farmaci, iniettati nel pene, inducono un'erezione. Il primo utilizzato fu la papaverina idrocloridrata, oggi abbandonata; il farmaco di riferimento attuale è la Prostaglandina E1 (PGE1).

  • Test alla PGE1 intracavernosa con Eco-colordoppler: la PGE1 viene iniettata con un ago sottilissimo da insulina e l'Eco-colordoppler studia l'afflusso di sangue e il funzionamento dell'organo. Ha valore diagnostico e anche terapeutico, poiché la PGE1 può essere usata come terapia riabilitativa dei corpi cavernosi
  • NPT test (monitoraggio delle erezioni notturne) con Rigiscan: l'apparecchio viene consegnato al paziente, che lo applica al pene per tre notti consecutive. Serve a distinguere l'origine organica da quella psicologica
  • Inquadramento metabolico: assetto lipidico completo, curva glicemica da carico
  • Inquadramento ormonale: funzionalità di ipofisi e testicoli, ed eventualmente tiroide e ghiandole surrenaliche
  • Diagnostica di secondo livello, in casi altamente selezionati: arteriografia selettiva delle arterie pudende, cavernosografia con cavernosometria

Terapie

La terapia dipende dalla causa individuata. Il percorso terapeutico è per gradi, dal meno invasivo al più invasivo:

  • Correzione dei fattori di rischio: sospensione del fumo, attività fisica, calo ponderale, compenso di diabete e ipertensione, revisione delle terapie farmacologiche in corso
  • Terapie mediche: farmaci orali, terapia ormonale sostitutiva nei casi di deficit androgenico documentato, iniezioni intracavernose di PGE1, supporto psicosessuologico nelle forme psicogene
  • Terapie chirurgiche
  • Protesi peniene: la soluzione nei casi non responsivi alle terapie precedenti

Domande frequenti sulla disfunzione erettile

È normale avere occasionalmente difficoltà di erezione?

Un episodio isolato, legato a stanchezza, alcol o stress, non è patologico. Si parla di disfunzione erettile quando la difficoltà è persistente o ricorrente e compromette l'attività sessuale. In quel caso è opportuno un accertamento, senza attendere.

La disfunzione erettile è un problema psicologico?

Nella maggior parte dei casi no, o non soltanto: oggi almeno il 70–80% delle disfunzioni erettili ha una causa organica. Una componente psicologica però si sovrappone quasi sempre, anche quando il problema nasce fisico. Per questo la diagnosi deve essere strumentale, non presuntiva.

La disfunzione erettile può essere il sintomo di un'altra malattia?

Sì. Può precedere e segnalare diabete, ipertensione, dislipidemia e malattia cardiovascolare. È uno dei motivi per cui la valutazione andrologica include esami metabolici e ormonali e, quando indicato, un inquadramento cardiologico.

La disfunzione erettile si cura?

Sì, nella grande maggioranza dei casi. Le opzioni vanno dalla correzione dei fattori di rischio alle terapie mediche, fino alla chirurgia e alle protesi peniene nei casi non responsivi. La scelta dipende dalla causa, dalla gravità e dalle preferenze del paziente e della coppia.

A che età può comparire?

A qualsiasi età. La prevalenza aumenta con l'età, ma la DE non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento e nei giovani il fumo è un fattore di rischio documentato.

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Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica, che rappresenta il solo strumento diagnostico per un corretto ed efficace trattamento terapeutico.

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