Terapie Mediche dei Disturbi Erettivi

Terapie mediche della disfunzione erettile

La terapia medica della disfunzione erettile si articola in due linee: farmaci orali inibitori della PDE5 come prima linea, efficaci in oltre il 70–80% dei casi, e terapia locale con alprostadil (Prostaglandina E1) come seconda linea quando la prima non è sufficiente. Solo alcune forme di disfunzione erettile hanno una terapia causale; nella maggior parte dei casi il trattamento non è causa-specifico e va scelto con un approccio strutturato, che coinvolge il partner e valuta il rapporto costo/beneficio.

Terapie causali: quando si cura la causa

Due sole forme di DE possono beneficiare di un trattamento diretto alla causa:

  • DE psicogena: si possono proporre diversi approcci psicoterapeutici — comportamentale, cognitivo, analitico — a seconda degli elementi in gioco, da soli o in associazione ad altre terapie
  • DE ormonale: la terapia sostitutiva con testosterone è efficace quando è documentata una deficienza androgenica, ma va usata solo dopo aver escluso altre cause endocrinologiche di DE, come iperprolattinemia, ipertiroidismo o ipotiroidismo

In tutti gli altri casi — DE con componenti neurovascolari correlate a malattie metaboliche quali diabete, ipercolesterolemia o ipertrigliceridemia — la terapia non agisce sulla causa ma sul meccanismo dell'erezione.

Prima linea: i farmaci orali (inibitori della PDE5)

Gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (sildenafil, tadalafil, vardenafil, avanafil) sono la prima linea terapeutica prevista dalle linee guida internazionali. Agiscono producendo vasodilatazione a livello penieno e, se correttamente utilizzati, si rivelano risolutivi in oltre il 70–80% dei casi, a seconda dei fattori in causa.

Possono essere assunti in due modi:

  • Somministrazione acuta (on demand): al momento del rapporto sessuale
  • Somministrazione cronica: nell'ambito di un programma di riabilitazione della circolazione peniena

Non sono afrodisiaci né integratori. Sono farmaci soggetti a prescrizione medica, ciascuno con indicazioni e controindicazioni proprie, utilizzati per curare una condizione patologica. Vanno quindi valutati e prescritti sotto stretto controllo medico specialistico.

Seconda linea: la terapia locale con alprostadil (PGE1)

Quando la prima linea non si rivela efficace si ricorre alla terapia locale con alprostadil (Prostaglandina E1, PGE1), un farmaco vasoattivo somministrato direttamente a livello penieno. Esistono tre modalità di somministrazione.

1. Microiniezioni intracavernose

Il farmaco viene iniettato all'interno del pene con un ago sottilissimo. Come i farmaci orali, può essere usato on demand al momento del rapporto o in somministrazione cronica come riabilitazione della circolazione peniena. Può essere impiegato da solo o in associazione ai Vacuum Device, apparecchi che creando il vuoto intorno al pene vi richiamano sangue.

Le prime iniezioni vengono eseguite dallo specialista per individuare il dosaggio corretto per il singolo paziente (training ambulatoriale). Successivamente il paziente può, se lo desidera, autogestire la terapia apprendendo una metodica manuale molto semplice: non solo per ottenere un'erezione, ma per proseguire la riabilitazione della circolazione peniena.

Attenzione: erezioni prolungate, dolorose o incurvamenti del pene durante l'uso delle iniezioni intracavernose devono essere sempre riferiti allo specialista. Un'erezione che si protrae oltre le 4 ore (priapismo) è un'urgenza medica.

2. Somministrazione transuretrale

È un dispositivo transuretrale composto da un applicatore e da un sistema medicato contenente alprostadil, che viene rilasciato nell'uretra tramite l'inserimento di un bastoncino e la pressione sull'applicatore. Agisce rapidamente, entro 10 minuti, e assicura un'erezione della durata di 30–60 minuti. Il farmaco viene rapidamente metabolizzato, sia localmente sia a livello dei capillari polmonari; i metaboliti sono escreti nelle urine (90% entro 24 ore) e nelle feci.

3. Crema topica uretrale

L'alprostadil in crema viene applicato sulla punta del pene, all'interno del meato uretrale esterno, tramite un contenitore monodose. È disponibile in due dosaggi, da 200 e 300 microgrammi di alprostadil in 100 mg di crema. L'effetto erettivo compare 5–30 minuti dopo la somministrazione e dura circa 1–2 ore. L'alprostadil viene rapidamente assorbito nel corpo spongioso dell'uretra e nei corpi cavernosi, metabolizzato localmente per ossidazione enzimatica ed eliminato attraverso reni, fegato e feci.

Perché transuretrale e crema rispetto all'iniezione

Rispetto all'alprostadil somministrato per iniezione intracavernosa, le forme transuretrale e topica sono meno invasive, hanno minori effetti collaterali e aumentano in modo significativo la compliance del paziente: meno dolore, meno bruciore, maggiore soddisfazione.

Quando la terapia medica non basta

Nei casi che non rispondono alle terapie mediche restano le opzioni chirurgiche e le protesi peniene. La scelta è sempre condivisa con il paziente e, dove possibile, con la partner.

Domande frequenti sulle terapie mediche della disfunzione erettile

I farmaci orali per l'erezione funzionano sempre?

Sono efficaci in oltre il 70–80% dei casi se correttamente utilizzati, ma non in tutti. La percentuale dipende dalla causa sottostante: il diabete di lunga durata, la chirurgia pelvica radicale e i danni vascolari avanzati riducono la risposta. In caso di mancata risposta esiste la seconda linea terapeutica.

I farmaci per l'erezione sono afrodisiaci?

No. Sono farmaci vasodilatatori soggetti a prescrizione medica, con indicazioni e controindicazioni precise, usati per trattare una patologia. Non aumentano il desiderio sessuale e richiedono comunque la stimolazione sessuale per funzionare.

Le iniezioni nel pene sono dolorose?

Si eseguono con un ago sottilissimo. Il primo training viene fatto in ambulatorio dallo specialista, che individua il dosaggio corretto; successivamente il paziente può autogestirsi con una tecnica manuale semplice. Bruciore o dolore vanno riferiti allo specialista, così come erezioni prolungate o incurvamenti.

Esistono alternative all'iniezione?

Sì: l'alprostadil può essere somministrato per via transuretrale o in crema applicata nel meato uretrale. Sono opzioni meno invasive, con minori effetti collaterali e migliore compliance rispetto all'iniezione.

La terapia medica cura la disfunzione erettile o la maschera?

Dipende dall'uso. In somministrazione acuta il farmaco consente il rapporto; in somministrazione cronica rientra in un programma riabilitativo della circolazione peniena, con un obiettivo terapeutico e non solo sintomatico. La strategia va definita con lo specialista dopo la diagnosi.

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Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica, che rappresenta il solo strumento diagnostico per un corretto ed efficace trattamento terapeutico. Tutti i farmaci citati sono soggetti a prescrizione medica.

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ll MUSE - Medical Urethral System for Erection - commercializzato in Italia da Meda, è il primo e unico trattamento transuretrale attualmente in commercio, approvato da FDA nel 1996 e da MCA nel Regno Unito nel 1997. Muse è un dispositivo transuretrale che si compone di un applicatore e di un sistema medicato contenente alprostadil (PGE1) che viene somministrato al bisogno tramite inserimento del bastoncino nell'uretra con successiva pressione sulla parte superiore dell'applicatore per il rilascio del farmaco. ( vv. disegno). La modalità di somministrazione fa di Muse un'autentica novità nel campo dei trattamenti della disfunzione erettile: agisce rapidamente nell'arco di 10 minuti e assicura un'erezione della durata di 30-60 minuti. I vantaggi sono evidenti rispetto all'alprostadil somministrato per iniezione intracavernosa: è meno invasivo, ha minori effetti collaterali e aumenta in modo significativo la compliance (meno dolore, meno bruciore, maggiore soddisfazione del paziente). Dal punto di vista farmacocinetico, Muse è rapidamente metabolizzato, sia localmente che a livello dei capillari polmonari: i metaboliti sono escreti nelle urine (90% entro 24 ore) e nelle feci.


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