Malattia Di La Peyronie

Malattia di La Peyronie: cause, sintomi e terapie

La malattia di La Peyronie (o Induratio Penis Plastica) è un'affezione infiammatoria della tonaca albuginea, l'involucro che riveste i corpi cavernosi del pene, che va incontro a fibrosi e ispessimento. Il risultato è la formazione di vere e proprie placche o cicatrici, che possono anche calcificare, e che nell'erezione provocano dolore e incurvamento del pene. Colpisce prevalentemente uomini di mezza età, con una prevalenza stimata intorno al 7–10% della popolazione maschile.

Prende il nome da François de La Peyronie, il medico francese chirurgo di Luigi XV che la descrisse per la prima volta nel 1743.

Cause: perché si formano le placche

La causa precisa non è nota. Nel tempo sono state proposte ipotesi infiammatorie, immunologiche e infettive. L'ipotesi oggi più accreditata è la seguente: su un terreno geneticamente predisposto, micro o macrotraumi del pene — anche la semplice attività sessuale — producono piccole lesioni della tonaca albuginea, da cui parte un processo infiammatorio che progressivamente porta alla formazione delle placche.

Sono riconosciuti alcuni cofattori importanti nell'insorgenza della malattia:

  • Fumo
  • Dismetabolismo lipidico (alterazioni dei grassi nel sangue)
  • Dismetabolismo glicidico (alterazioni della glicemia, diabete)

Sintomi: una malattia che progredisce

L'esordio è spesso subdolo e aspecifico: un fastidio non meglio precisato all'interno del pene, una lieve dolenzia durante il rapporto. Alla base c'è infatti un processo infiammatorio, prima acuto e poi cronico, con una caratteristica fondamentale: la progressività. I sintomi tendono a peggiorare nel tempo, ed è il motivo per cui la diagnosi precoce è determinante.

Quando la malattia è conclamata si presenta la triade sintomatologica classica:

  • Dolore penieno all'erezione
  • Incurvamento del pene all'erezione
  • Progressiva disfunzione erettile

Diagnosi

La diagnosi va posta il più precocemente possibile, proprio per la progressività della malattia. Si basa su due elementi:

  • Autofotografia del pene in erezione: eseguita dal paziente a pene eretto, permette di calcolare l'esatto angolo di curvatura
  • Eco-colordoppler penieno dinamico: esame eseguito a pene flaccido e dopo una microiniezione intracavernosa indolore di Alprostadil (Prostaglandina E1) alla base del pene, che induce un'erezione farmacologica. Consente di valutare non solo la circolazione, ma anche la struttura interna dell'organo e l'estensione della malattia al suo interno

Terapia

Il trattamento segue l'evoluzione della malattia: prima la terapia medica e fisica in fase attiva, poi eventualmente la chirurgia in fase stabilizzata.

Terapia medica e fisica (fase attiva)

Nella fase infiammatoria attiva l'obiettivo è bloccare o ridurre il processo infiammatorio, controllare il dolore e contenere le dimensioni delle placche. Si combinano:

  • Terapia medica per via generale, con farmaci antinfiammatori
  • Trattamenti fisici locali: laserterapia, ultrasuoni, ionoforesi e iontoforesi con farmaci antinfiammatori, onde d'urto

Acido ialuronico: il trattamento più recente

Dal maggio 2025 è disponibile un trattamento medico a base di acido ialuronico (HA), una molecola naturalmente presente nell'organismo. Chimicamente è un polisaccaride, come l'amido e la cellulosa, e ha dimostrato una potente azione antinfiammatoria, contribuendo a ridurre la concentrazione dei radicali liberi nel punto di insorgenza della malattia. Per questo è particolarmente utile nelle fasi iniziali.

Studi recentissimi hanno inoltre dimostrato che l'acido ialuronico, avendo la capacità di richiamare acqua, una volta iniettato a livello della lesione può contribuire ad ammorbidire la fibrosi della placca stabilizzata, riducendo la curvatura del pene.

Terapia chirurgica (fase stabilizzata)

Alla chirurgia si accede solo quando la malattia si è fermata e stabilizzata, non più in fase attiva, e in una certa percentuale di casi. L'approccio dipende dalla presenza o meno di un'erezione valida:

  • Se l'erezione è valida: si esegue un intervento di plastica peniena, cioè il raddrizzamento del pene, quando la curvatura è tale da impedire meccanicamente la penetrazione
  • Se l'erezione non è valida: si procede all'impianto di una protesi peniena, che risolve contemporaneamente il problema erettivo e quello della curvatura

Domande frequenti sulla malattia di La Peyronie

La malattia di La Peyronie è un tumore?

No. È un'affezione infiammatoria benigna della tonaca albuginea, l'involucro dei corpi cavernosi. Non è un tumore e non è una malattia a trasmissione sessuale. Il processo che porta alla placca è una fibrosi cicatriziale, non una neoplasia.

La curvatura del pene si può raddrizzare?

Sì, in una quota di casi. Nelle fasi iniziali i trattamenti medici e fisici, incluso l'acido ialuronico, possono ridurre la curvatura. Quando la malattia si è stabilizzata e la curvatura impedisce la penetrazione, la chirurgia di plastica peniena raddrizza il pene se l'erezione è valida; se non lo è, la protesi peniena risolve entrambi i problemi.

Perché è importante rivolgersi presto allo specialista?

Perché la malattia è progressiva: il processo infiammatorio, se non trattato, tende a peggiorare dolore, curvatura e funzione erettile. Una diagnosi precoce permette di intervenire nella fase in cui le terapie mediche e fisiche sono più efficaci, prima che la placca si stabilizzi e si calcifichi.

La malattia di La Peyronie causa disfunzione erettile?

La disfunzione erettile progressiva fa parte della triade sintomatologica classica della malattia conclamata, insieme a dolore e incurvamento. Non è sempre presente, ma va sempre valutata, perché incide sulla scelta della terapia: se l'erezione non è più valida, la strategia chirurgica cambia.

Qual è la differenza con il pene curvo congenito?

Il pene curvo congenito è una curvatura presente fin dallo sviluppo, senza placca e senza processo infiammatorio. La malattia di La Peyronie è invece una malattia acquisita, con una placca fibrosa che si forma in seguito a un processo infiammatorio. Sono due condizioni distinte, trattate in modo diverso. Il professore dedica al pene curvo congenito una pagina a parte.

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Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica, che rappresenta il solo strumento diagnostico per un corretto ed efficace trattamento terapeutico.

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