Terapie Chirurgiche dei Disturbi Erettivi
Terapie chirurgiche della disfunzione erettile
La chirurgia della disfunzione erettile entra in gioco quando le terapie mediche — orali e intracavernose — non risolvono il problema. Comprende due strade molto diverse: la rivascolarizzazione microchirurgica del pene, oggi riservata dalle linee guida internazionali a casi altamente selezionati, e l'impianto di protesi peniena, che rappresenta la soluzione definitiva nei pazienti non responsivi a ogni altra terapia.
La rivascolarizzazione microchirurgica peniena
Negli anni Settanta e Ottanta gli interventi di rivascolarizzazione microchirurgica del pene erano molto diffusi. Il principio è lo stesso del by-pass coronarico: quando un'arteria peniena presenta un'ostruzione, si cerca di bypassarla, esattamente come si fa con una coronaria ostruita a livello cardiaco.
Le tecniche impiegate comprendono:
- By-pass femoro-pudendo ed epigastrico-cavernoso
- Doppio by-pass epigastrico-cavernoso
- Arterializzazione della vena dorsale profonda del pene
- Legatura della vena dorsale profonda del pene, nelle forme da deficit venoso
Il limite è nei risultati. Questi interventi non hanno dato risultati validi e stabili nel tempo. Per questo motivo le linee guida internazionali riservano oggi la chirurgia di rivascolarizzazione a casi altamente selezionati: tipicamente uomini giovani, con un'ostruzione arteriosa isolata di origine traumatica e senza fattori di rischio vascolare generalizzati (diabete, ipertensione, arteriosclerosi diffusa). Nel paziente con danno vascolare diffuso — la grande maggioranza dei casi di DE organica — la rivascolarizzazione non è indicata.
La protesi peniena
Nei pazienti che non rispondono alle terapie mediche e in cui la rivascolarizzazione non è indicata, la soluzione chirurgica è l'impianto di protesi peniena. È l'opzione con il più alto tasso di soddisfazione tra tutte le terapie della disfunzione erettile, ma è anche una scelta irreversibile: l'impianto sostituisce definitivamente il tessuto erettile dei corpi cavernosi, e non è più possibile tornare alle terapie farmacologiche.
Quando si arriva alla chirurgia
Il percorso terapeutico della disfunzione erettile è per gradi e la chirurgia è l'ultimo:
- Correzione dei fattori di rischio: fumo, sedentarietà, peso, compenso di diabete e ipertensione
- Terapia medica di prima linea: farmaci orali inibitori della PDE5
- Terapia medica di seconda linea: alprostadil intracavernoso, transuretrale o topico, eventualmente con Vacuum Device
- Chirurgia: rivascolarizzazione nei casi selezionati, protesi peniena nei casi non responsivi
Si arriva alla chirurgia solo dopo aver percorso e documentato il fallimento delle opzioni precedenti, e dopo una diagnosi strumentale completa che abbia chiarito il meccanismo alterato.
Domande frequenti sulla chirurgia della disfunzione erettile
Si può "operare" la disfunzione erettile?
Sì, ma solo in casi precisi e come ultima opzione. Le due strade sono la rivascolarizzazione microchirurgica, riservata a casi altamente selezionati, e l'impianto di protesi peniena, indicato quando ogni terapia medica ha fallito.
Perché la rivascolarizzazione peniena si fa così poco?
Perché i risultati non si sono dimostrati validi e stabili nel tempo. Le linee guida internazionali la riservano a un profilo di paziente molto ristretto: giovane, con ostruzione arteriosa isolata di natura traumatica e senza fattori di rischio vascolare generalizzati.
La chirurgia è la prima opzione se i farmaci non funzionano?
No. Se i farmaci orali non funzionano, prima si passa alla seconda linea medica (alprostadil intracavernoso, transuretrale o in crema, eventualmente con Vacuum Device). La chirurgia arriva dopo il fallimento anche di questa.
La protesi peniena è reversibile?
No. L'impianto sostituisce il tessuto erettile dei corpi cavernosi in modo definitivo: dopo l'intervento non è più possibile tornare alle terapie farmacologiche. È la ragione per cui la decisione va presa con lo specialista, dopo un percorso terapeutico completo, e condivisa con la partner.
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Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica, che rappresenta il solo strumento diagnostico per un corretto ed efficace trattamento terapeutico.
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