Andrologia - Che cos'è e di che cosa si occupa

L'andrologia è la branca della medicina che studia e cura la salute sessuale e riproduttiva dell'uomo. Si occupa di diagnosi, terapia e prevenzione delle patologie dell'apparato uro-genitale maschile: disfunzione erettile, infertilità, disturbi dell'eiaculazione, patologie della prostata, varicocele e malattie sessualmente trasmesse. L'andrologo è per l'uomo ciò che il ginecologo è per la donna: il medico di riferimento per la salute sessuale a ogni età.

È una disciplina multidisciplinare che integra competenze urologiche, endocrinologiche, dermatologiche e psicosessuologiche. All'andrologo non ci si rivolge solo in presenza di un problema: la visita andrologica serve anche a verificare la normale funzionalità e anatomia dell'apparato uro-genitale e a impostare una corretta prevenzione.

Di quali patologie si occupa l'andrologo

Le principali condizioni di competenza andrologica trattate dal Prof. Alessandro Natali, urologo e andrologo a Firenze, già Direttore di Urologia Andrologica presso l'Università degli Studi di Firenze:

Quando rivolgersi all'andrologo

È consigliabile una visita andrologica in presenza di questi segnali:

  • Difficoltà di erezione, anche occasionali ma ricorrenti
  • Eiaculazione precoce o alterazioni dell'eiaculazione
  • Ricerca di gravidanza senza successo da oltre 12 mesi
  • Dolore, gonfiore o noduli a testicoli o inguine
  • Curvatura del pene, dolorosa o comparsa in età adulta
  • Bruciore urinario, difficoltà a urinare, sangue nello sperma o nelle urine
  • Calo del desiderio sessuale

La visita è però utile anche in assenza di sintomi, come controllo preventivo: molte patologie andrologiche, dal varicocele al tumore del testicolo, sono asintomatiche nelle fasi iniziali e hanno esiti migliori se diagnosticate precocemente.

Prevenzione andrologica: a che età iniziare

La prevenzione andrologica dovrebbe iniziare in adolescenza. Con la fine della visita di leva è venuto meno l'unico screening andrologico sistematico sulla popolazione maschile italiana: oggi molti ragazzi arrivano all'età adulta senza aver mai effettuato un controllo. È proprio nell'età adolescenziale e dello sviluppo che insorgono condizioni — come varicocele e criptorchidismo — che, se trascurate, possono compromettere in modo permanente la fertilità e la salute sessuale futura.

Le tappe della prevenzione per fasce d'età

  • Adolescenza (12–18 anni): prima visita andrologica per verificare il corretto sviluppo dell'apparato genitale ed escludere varicocele e criptorchidismo
  • Età adulta (18–50 anni): controlli in caso di sintomi, disturbi sessuali o ricerca di paternità; autopalpazione testicolare periodica
  • Dopo i 50 anni: controllo periodico della prostata (visita ed esami indicati dallo specialista), anche in assenza di disturbi

Lo stile di vita incide direttamente sulla salute sessuale: fumo, sedentarietà, sovrappeso, abuso di alcol e alcune abitudini quotidiane scorrette sono fattori di rischio documentati per disfunzione erettile e infertilità. Parte del lavoro dell'andrologo è aiutare il paziente a correggerli.

Domande frequenti sull'andrologia

Che differenza c'è tra andrologo e urologo?

L'urologo si occupa dell'apparato urinario di uomo e donna; l'andrologo si occupa specificamente della salute sessuale e riproduttiva maschile. Molti specialisti, come il Prof. Natali, hanno entrambe le competenze: la formazione andrologica è in Italia una specializzazione che si innesta tipicamente sul percorso urologico o endocrinologico.

A che età fare la prima visita andrologica?

In adolescenza, indicativamente tra i 12 e i 18 anni, anche in assenza di disturbi. È l'equivalente maschile della prima visita ginecologica.

Come si svolge una visita andrologica?

La visita comprende un colloquio anamnestico (storia clinica, stile di vita, vita sessuale) e l'esame obiettivo dei genitali esterni e, quando indicato, della prostata. In base al quadro, lo specialista può prescrivere esami di approfondimento come ecografia, esami ormonali o spermiogramma. Non è un esame doloroso.

L'infertilità di coppia può dipendere dall'uomo?

Sì: il fattore maschile è presente, da solo o in combinazione, in circa la metà dei casi di infertilità di coppia. Per questo la valutazione andrologica dell'uomo dovrebbe essere contestuale a quella ginecologica della donna, non successiva.

Hai un dubbio o un sintomo? Chiedi un consulto al Prof. Natali oppure prenota una visita presso gli studi di Firenze ed Empoli.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica, che rappresenta il solo strumento diagnostico per un corretto ed efficace trattamento terapeutico.