Perchè la birra è nemico della prostata?
Il consumo regolare di birra può causare problemi alla prostata, ma anche al cuore
Il consumo regolare di birra può causare problemi alla prostata, ma anche al cuore, al fegato e al pancreas. Questo è dovuto all’alcol contenuto nella birra, seppur a concentrazioni più basse rispetto ad altre bevande come vino, cocktail o superalcolici.
Ma come diceva Paracelso “E’ la quantità che fa il veleno”. L’alcol di per sé è tossico, cancerogeno, legato allo sviluppo di diverse patologie cardiovascolari e non solo, ma il nostro corpo è in grado di sopportare ed eliminare piccole quantità.
Questo ci dice che il bicchiere di vino ogni tanto o la birretta fresca d’estate non sono a rischio zero, ma ad un rischio così basso che il piacere può compensarlo. La scelta se bere saltuariamente va quindi bilanciata rispetto al proprio profilo di rischio personale e agli obiettivi di salute (fonte).
PERCHE’ LA BIRRA FA MALE ALLA PROSTATA
La birra può irritare la prostata. Lo dicono tutti gli urologi.
L’alcol rappresentare un problema immediato per chi soffre di LUTS o iperplasia benigna. L’etanolo è diuretico e può irritare la vescica, peggiorando urgenza e nicturia, specie la sera/notte. Le revisioni cliniche raccomandano di limitare alcol e liquidi serali per migliorare i sintomi (fonte).
Oltre all’alcol, la parte dannosa per la prostata è anche il luppolo.
Il luppolo (HumulusLupulus) è una pianta erbacea che cresce spontaneamente in entrambe le zone temperate del pianeta, e la sua infiorescenza è un ingrediente fondamentale per la preparazione della birra, insieme al malto, all’acqua e al lievito.
Il luppolo viene utilizzato nella produzione di birra fin dal Medioevo e ad oggi esistono molte poche birre prodotte senza di esso.
Il luppolo contiene delle sostanze simili agli estrogeni, gli ormoni comunemente femminili, chiamati fitoestrogeni. Anche nel genere maschile sono presenti gli estrogeni e svolgono diverse funzioni importanti, ma se la quantità di questi ormoni sovrasta quelli androgeni, come il testosterone, allora possono verificarsi problemi generali come affaticamento, ipertensione, problemi dell’umore, oppure problemi che interessano la sfera sessuale, come perdita di libido, disfunzione erettile, sterilità, ginecomastia.
Gli effetti farmacologici di queste molecole sono simili a quelli degli estrogeni, tanto che vengono usati nel trattamento delle donne in menopausa, dove si ha appunto un calo della produzione di estrogeni (fonte).
Il luppolo contiene 8-prenilnaringenina, il fitoestrogeno più potente conosciuto, la cui concentrazione però nel luppolo è molto bassa per definire un suo ruolo sui problemi della prostata.
Tuttavia, dati recenti evidenziano che il l’apporto di fitoestrogeni derivanti da un consumo moderato di birra non è sufficiente a provocare squilibri ormonali clinicamente rilevanti nell’uomo (fonte 1, 2, 3, 4).
Gli effetti farmacologici di queste molecole sono simili a quelli degli estrogeni, tanto che vengono usati nel trattamento delle donne in menopausa, dove si ha appunto un calo della produzione di estrogeni (fonte).
EFFETTO DEGLI ESTROGENI SULLA PROSTATA
A livello della prostata, uno squilibrio degli ormoni estrogenici può portare ad una congestione del tessuto prostatico o ad un aumento del volume della ghiandola, portando allo sviluppo della iperplasia prostatica benigna (fonte), causando principalmente problemi urinari. Alcune evidenze associano anche un aumento dei livelli di estrogeni nell’uomo ad un aumentato rischio di sviluppare un tumore alla prostata (fonte).
Si può trovare la notizia che la birra abbia la capacità di prevenire il tumore alla prostata, grazie alla presenza di una sostanza contenuta nel luppolo, chiamata xanthohumol. E’ vero che questa sostanza ha dimostrato in laboratorio di avere effetti anti-neoplastici, ma è anche vero che per assumerne quantità sufficienti ad avere questo effetto bisognerebbe bere diversi litri di birra, che al contrario causerebbero altri problemi legati per esempio all’alcol.


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