INTRODUZIONE
Quando con l'ausilio di terapie mediche o fisiche (vacuum devices), la Disfunzione Erettiva, non trova una soluzione, essa può essere definitivamente risolta con l'impianto di una protesi peniena. Quindi questo tipo di risoluzione è da applicare quando le altre terapie in qualche modo non hanno dato dei risultati soddisfacenti. Le Linee Guida internazionali sull’argomento prevedono infatti l’ impianto di una protesi peniena come terza linea terapeutica nel caso che la terapia orale (prima linea terapeutica) e quella intracavernosa (seconda linea terapeutica), non diano dei risultati soddisfacenti.
TIPI DI PROTESI PENIENE
In passato esistevano protesi rigide che venivano introdotte nei corpi cavernosi, ma erano difficilmente dissimulabili in quanto il pene manteneva un costante stato di erezione. Oggi esistono protesi semirigide ma soprattutto idrauliche (bi- o tri- componenti), corredate di una pompetta da inserire a livello scrotale ed eventualmente di un piccolo serbatoio addominale, che possono essere completamente dissimulate a pene flaccido, e che, attivate con semplicissimi meccanismi manuali, procurano un'erezione sovrapponibile a quella naturale con soddisfazione completa di entrambi i partners; permettendo quindi al maschio di raggiungere l’orgasmo e l’eiaculazione come se vi fosse un’erezione naturale. L'impianto di queste protesi può avvenire con una ospedalizzazione minima (3-4 giorni); l’unico segno visibile dell’impianto protesico penieno è una piccola cicatrice (3-4 cm), in corrispondenza dell'angolo peno-scrotale o a livello sovrapubico, di cui con il passare del tempo non rimane alcuna traccia.
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