PROSTATITI

INTRODUZIONE

La prostata per l'uomo è una ghiandola molto importante, situata nel perineo maschile, che produce, insieme alle vescichette seminali almeno l' 80% del liquido che fuoriesce al momento della eiaculazione. Nel giovane e nell’adulto questa ghiandola sia per fattori infettivi (germi comuni, Chlamydia Trachomatis, Ureaplasma Urealyticum), che per fattori comportamentali (stress, fumo, alcool, vita sedentaria, alimentazione scorretta, stitichezza), si può infiammare e dare tutta una serie di disturbi sia nella sfera urologica: aumento della frequenza minzionale, bruciore alla minzione , senso di pesantezza a livello perineale, sovrapubico e testicolare, che in quella sessuale: bruciore alla eiaculazione, difficoltà eiaculatorie o tendenza alla eiaculazione precoce, sicuramente fastidiosi e limitanti per la vita di relazione del paziente. La reale incidenza della prostatite è difficilmente stimabile, si ritiene che almeno un terzo della popolazione maschile ne soffra ogni anno, ma si tratta di percentuali sicuramente sottostimate. Spesso la terminologia con cui si descrive questa situazione patologica è la più varia: prostatite acuta, prostatite cronica, prostatite abatterica, prostatovescicolite, prostatodinia etc. questo perché non c’è unità di vedute sul tema.

CLINICA

I sintomi della prostatite sono abbastanza chiari solo in condizioni infiammatorie acute, mentre nelle forme croniche sono spesso sfumati e difficilmente rilevabili. Di conseguenza la diagnosi e la terapia avvengono con molto ritardo, talora in corso di valutazioni periodiche o per generici fastidi in sede genitale o per disturbi eiaculatori o deficit erettivo o addirittura, in caso di controlli per infertilità di coppia. Oggi siamo orientati a considerare la prostatite una sorta di “mal di testa pelvico”
(pelvic headache) che può essere scatenato da un insieme di fattori:

* Microrganismi con un ruolo che sembra sempre meno essere il protagonista dello stato infiammatorio, rivelandosi essi dei colonizzatori opportunisti che crescono qualora ci siano le condizioni adeguate al loro sviluppo.

* Le disfunzioni intestinali, soprattutto quelle del sigma-retto con evacuazione irregolare possono essere elemento favorente lo sviluppo di batteri e di congestione pelvica che poi inducono infiammazione della prostata o essere alla base del trasferimento interno per via linfatica dei microrganismi.

* L’alimentazione irregolare o non equilibrata nei suoi componenti (dieta povera di fibre).

* L’assunzione eccessiva o continua di alcolici a dosi consistenti rappresenta un elemento importante di intossicazione che favorisce la risposta infiammatoria prostatica o che riduce le capacità reattive e riparative di questa ghiandola per carenza di alcuni nutrienti.

* Il fumo che agisce sia a livello tossico diretto, sia per alterazione dei flussi vascolari che per inibizione delle capacità di riparazione e di difesa.

* La vita sedentaria, particolarmente lo stare seduti per molte ore, magari combinato al microtraumatismo da scosse, tipico di chi sta alla guida per molte ore.

* Attività sessuale episodica e discontinua che riducendo l’attività secretoria prostatica aumenta il rischio di produzione di residui tossici e iperossidanti che infiammano l’organo.

TERAPIA

La terapia per questo genere di affezioni prevede prima di tutto la rimozione e/o riduzione dei fattori sovrariportati, nonchè trattamenti decongestionanti ed anti-infiammatori generali e locali, antibioticoterapia se necessaria, ed eventualmente trattamenti locali con laserterapia a scopo antidolorifico ed anti-infiammatorio.


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PROF A. NATALI UROLOGO - ANDROLOGO
DIRETTORE DEL "SERVIZIO DI ANDROLOGIA UROLOGICA" CLINICA UROLOGICA 1^ UNIVERSITA' DI FIRENZE
DIRETTORE DEL "CENTRO ANDROLOGICO LEONARDO DA VINCI" FIRENZE
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