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Fimosi e Circoncisione

FIMOSI E CIRCONCISIONE


Prof. Natali cosa significa “fimosi”?

 In condizioni normali il pene, fin dalla nascita, è interamente rivestito da uno strato di pelle, che si estende dalla base fino a ricoprire il glande. La pelle che ricopre il glande viene chiamata prepuzio. Il prepuzio presenta due strati, uno esterno, di pelle vera e propria, ed uno interno che è una mucosa che protegge il glande. Questa pelle del prepuzio, normalmente, scorre sul glande e ne permette la pulizia e la sua fuoriuscita durante l’erezione, quando la pelle del prepuzio non scorre sul glande, questo in genera la cosiddetta fimosi. Essa può essere congenita o acquisita. E’ congenita quando dalla nascita e nei primi anni di vita si manifesta questa difficoltà o impossibilità di scorrimento della pelle del prepuzio, che magari inizialmente la madre può tentare di risolvere, mentre fa il bagnetto al bambino, utilizzando delle creme o degli emollienti cercando dolcemente di vincere la resistenza a questo scorrimento, per far acquisire progressiva elasticità al prepuzio. La fimosi è invece acquisita quando si manifesta in età adulta in un uomo che sino ad allora non aveva avuto alcun problema, a causa ad esempio di ripetute infiammazioni o infezioni del glande o del prepuzio (balanopostiti), situazioni queste che sono molto frequenti nei pazienti diabetici.

Prof. Natali quali sono i problemi che può creare una fimosi?

Un glande che non si scopre normalmente, oltre a creare problemi sessuali, erezioni e penetrazioni dolorose, e di igiene personale, può favorire infiammazioni e/o infezioni, con lesioni o ferite che possono interessare il glande stesso o la pelle del prepuzio. Questo può portare con il tempo e con l’incuria ad una fimosi serrata che può compromettere anche l’atto della minzione, in quanto il meato uretrale esterno può in questi casi essere quasi completamente chiuso dalla pelle infiammata del prepuzio


Prof. Natali quale è la terapia della fimosi?

Quando il problema crea i disturbi che abbiamo detto, l’unica soluzione terapeutica è quella chirurgica, praticando l’intervento di circoncisione


Prof. Natali in che cosa consiste l’intervento di circoncisione e che cosa comporta per chi lo subisce?

Questa metodica (dal latino circum = attorno + caedere = tagliare - tagliare all'intorno) è un atto medico che affonda le sue radici nella storia dell'umanità. Consiste nella asportazione totale (circoncisione propriamente detta) o parziale (definita "postectomia") della pelle del prepuzio con il risultato di lasciare il glande scoperto. Ha avuto però, da un punto di vista antropologico, significato di iniziazione e religioso più che medico chirurgico. La circoncisione rituale ha avuto origini in epoca preistorica; se ne trovano testimonianze in bassorilievi egizi che illustrano la pratica. Alcune religioni, come l'ebraica e la mussulmana, prescrivono la circoncisione la prima possibilmente l'ottavo giorno di vita, la seconda dal settimo giorno, e comunque entro l’inizio dell’età puberale.

Tecnicamente è un intervento che può essere eseguito ambulatorialmente o nei casi più complessi in regime di Day Hospital con il ricovero di un giorno. Si utilizza dapprima una pomata anestetica, da applicare attorno al glande, allo scopo di fornire una prima anestesia locale, intensificata dopo pochi minuti dall'infiltrazione con ago di un anestetico locale alla base del pene. Questo nei casi che possono essere risolti ambulatorialmente. Nei casi che necessitino di un ricovero si procederà o con un’anestesia generale o spinale a seconda delle situazioni.  Si procede poi all'asportazione del tratto fimotico e della cute in eccesso, suturando i margini con punti sottili e ravvicinati, costituiti da materiale riassorbibile. La parte verrà così fasciata ed il paziente potrà da subito alzarsi ed urinare per conto proprio. Nei giorni successivi comparirà pressoché invariabilmente un modesto edema (gonfiore), che si riassorbirà spontaneamente nel giro di un paio di settimane. Le medicazioni, da eseguire per circa 10-12  giorni, sono estremamente semplici ed alla portata di tutti. Le attività lavorative potranno essere riprese da subito, mentre per l'attività sportiva e sessuale occorrerà attendere circa 20-30 giorni.

INTERVISTA PROF.  ALESSANDRO NATALI 

Responsabile Servizio Andrologia Urologica

Clinica Urologica 1 - Università degli Studi di Firenze

Intervista al Prof. Natali a " Vita in coppia " periodico bimestrale a diffusione nazionale - numero di gennaio/febbraio 2015

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