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Lavoratori atipici e salute sessuale

LAVORATORI ATIPICI E SALUTE SESSUALE

La globalizzazione dell’economia con un mercato dove dominano le esigenze della domanda e dell’innovazione tecnologica ha portato alla necessità di introdurre e diffondere queste nuove forme di contratti di lavoro denominati atipici, ”non standard”, finalizzati a soddisfare la richiesta di una maggiore flessibilità del mondo del lavoro in relazione alle richieste del mercato stesso. Questo sta modificando radicalmente gli aspetti psico-sociali correlabili al mondo del lavoro. Il lavoratore interinale, infatti, in qualsiasi contesto lavorativo venga inserito, si sente una forza lavoro a termine, il “job to call” degli autori anglosassoni; cioè una risorsa umana “a chiamata” “ a scadenza” per il tempo strettamente necessario a soddisfare l’esigenza del momento, assolutamente svincolato da un progetto di ampio respiro. Il contesto oggettivo in cui il lavoratore atipico si può quindi venire a trovare è quello di una “precarietà continuata di vita” ingenerante “insicurezza e disagio psichico, economico e sociale”, che sicuramente possono ostacolare una legittima progettualità del lavoratore stesso: casa, figli, famiglia. Tutto questo, studi di settore lo stanno confermando, comporta una ripercussione sulla salute dell’individuo; salute intesa, facendo riferimento alla definizione della OMS, come benessere psico-fisico completo, nel cui contesto la componente rappresentata da una  vita sessuale appagante e soddisfacente, riveste un ruolo di primaria importanza. Ecco quindi che in questa particolare classe di lavoratori di sesso maschile, lo “stressor” precarietà, oltre ad incidere negativamente, come già sapevamo, sulle condizioni di salute generale, causando: disturbi gastrointestinali (59%), psicosomatici (emicranie 55%, stanchezza cronica 45%, dolori muscolari 56%) nevrosi d’ansia e depressione (30%), può minare anche la salute sessuale dell’individuo con disturbi quali: calo dell’interesse sessuale, precocità eiaculatoria e disturbi dell’erezione con percentuali di incidenza che variano a seconda delle fasce di età. Ad esempio alcune casistiche parlano di un 25-30% di disturbi della sfera sessuale nella fascia dei lavoratori interinali di età compresa tra i trenta ed i quaranta anni. Recentissimamente sono state anche effettuate indagini tra le donne, nella stessa fascia di età e nelle stesse condizioni lavorative dei colleghi maschi, quindi con una precarietà lavorativa cogente,  ed anche tra loro sembrerebbero emergere disturbi nella sfera sessuale, quale calo del desiderio sessuale, frigidità e dolore vaginale durante il coito, in percentuali decisamente maggiori rispetto a loro coetanee con una situazione lavorativa più stabile. Tutto questo potrebbe delineare nuovi scenari psico-sociali con i quali il mondo del lavoro  dovrà sempre più frequentemente confrontarsi . 

INTERVISTA PROF.  ALESSANDRO NATALI 

Responsabile Servizio Andrologia Urologica

Clinica Urologica 1 - Università degli Studi di Firenze

Intervista al Prof. Natali a " Vita in coppia " periodico bimestrale a diffusione nazionale - numero di gennaio/febbraio 2014

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